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martedì 3 gennaio 2012

Ctrl+c Ctrl+v, l’arresto di Riina e la responsabilità dei magistrati


Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di Gaetano Riina, fratello di Totò, boss di Corleone. 

Il motivo, secondo quanto ha riportato il Giornale di Sicilia, ripreso poi da molte testate nazionali, è semplice. 

Il giudice per le indagini preliminari avrebbe fatto un semplice copia e incolla della richiesta formulata dal pubblico ministero, a tal punto che in alcuni passi dell’atto si sarebbe  perfino dimenticato di sostituire la dicitura “questo pm” con “questo gip”.

Si può arrestare una persona fidandosi ciecamente, per usare un eufemismo, degli atti del pm senza un loro scrupoloso esame? 

mercoledì 28 dicembre 2011

Evasione fiscale: è record negli Usa


L’Italia si piazza al terzo posto dopo il Brasile e prima della Russia nella speciale classifica sui paesi con la maggiore evasione fiscale.

Un adagio ripetuto continuamente da chi propone ricette miracolose per ridurre drasticamente l’evasione fiscale è quello dei così detti interessi contrapposto. 

Più o meno recita così: se una persona ha un vantaggio a chiedere la fattura, perché ad esempio potrà dedurre o detrarre quei costi, state sicuri che la chiederà. E si indicano ad esempio gli Stati Uniti. 

Non solo. Pure chi vuol far capire come sia necessaria la severità del sistema fiscale guarda oltreoceano. 

martedì 27 dicembre 2011

Apple Italia non rispetta la garanzia del venditore: multa di 900mila euro


Il gruppo italiano della società di Cupertino multato dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette.


Siate affamati. Siate folli. Non credo che Steve Jobs, dicendo queste parole, nel suo celebre discorso agli studenti di Standord intendesse incitare le società del suo gruppo ad agire contro i consumatori, per di più contro quelli italiani. 

Sta di fatto che le società del gruppo italiano debbono aver equivocato il loro guru: in Italia, questo dice l’Antitrust, la Apple non ha rispettato le norme dettate dal codice del consumo in materia di diritti dei consumatori sulla garanzia di vendita.

Più nello specifico, si legge nel comunicato stampa diffuso dall’Autorità garante, sono state irrogate “sanzioni per complessivi 900mila euro al gruppo Apple responsabile di pratiche commerciali scorrette a danno dei consumatori”. 

sabato 24 dicembre 2011

Caro Monti per Natale regalaci una baldracca (o un puttano a seconda dei gusti)!


Caro Presidente del Consiglio Sen. Prof. Mario Monti

Già solo a declinare i suoi titoli è necessario sprecare quale byte. Ma non fa nulla. 

Domani è Natale. E domani, per definizione, saremo tutti più buoni. Della sua bontà, allora, vorrei approfittare chiedendole un dono. 

Potevo anche rivolgermi a Babbo Natale ma, così pare che sia, lui ha il potere di esaudire i desideri. Quello mio, però, non è un desiderio ma è una richiesta del genere “cambiamo una legge”; gli elfi mi hanno detto che devo rivolgermi a lei che ha il potere esecutivo e, per quel che si dice, quello di indirizzare il Parlamento.

mercoledì 21 dicembre 2011

Zlatan Ibrahimovic bestemmia a Cagliari


L’ennesima squalifica per bestemmie in campo non mancherà ad arrivare.

Questo, almeno, stando a quanto riportato su alcuni media nazionali.

Possibile che nel 2011 sia pensabile squalificare un calciatore perché ha detto una bestemmia? Se quella imprecazione fosse stata detta in un’altra lingua, avrebbe avuto la stessa rilevanza?

L’Aduc, da sempre, si batte contro ogni censura e per la piena ed assoluta libertà d’espressione.

Per questo appresa la notizia ho inteso esprimere la nostra posizione sul fatto.

Squalificare Ibrahimovic per una bestemmia sarebbe sbagliato, ipocrita e comunque inutile

domenica 18 dicembre 2011

No ai finanziamenti per la sperimentazione sulle scimmie

Importante presa di posizione negli Stati Uniti.

Lo Stato non finanzierà più le ricerche scientifiche che vedono coinvolte come cavie le scimmie.

Secondo il responsabile degli istituti nazionali per la salute, infatti, i primati sono i mammiferi più vicini all'uomo e ci vuole particolare rispetto per loro.

Ieri ho parlato più diffusamente della notizia su Giornalettismo.com

lunedì 12 dicembre 2011

Legalizzazione della cannabis: si muove anche il Pd


Dopo le battaglie storiche dei radicali, di qualche esponente della sinistra e della parole di Saviano, sulla legalizzazione delle droghe leggere si muove anche il Pd.

La proposta, come si legge sul sito del Partito democratico arriva da otto senatori. 

I promotori sono Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. Altri sei membri gruppo del Pd, Carloni, Chiaromonte, Maritati, Perduca, Poretti (questi due Radicali in quota Pd) e Vita hanno firmato il ddl.

La nostra proposta – hanno detto i primi firmatari - non nasce da un astratto e ideologico credo antiproibizionista, ma dalla convinzione che depenalizzare l’uso della cannabis sia una scelta indispensabile se si vuole rompere la continuità di questo mercato con lo spaccio delle droghe pesanti, continuità che espone migliaia di giovani a rischi immensamente superiori ai danni, che pure non vanno sottaciuti, del fumo della cannabis”. 

sabato 10 dicembre 2011

Minzolini dimesso dalla legge

Sono davvero pochi i fan di Augusto Minzolini. 

Il suo modo spregiudicatamente fazioso di condurre e dirigere il Tg1 ha reso  quel telegiornale inviso alla maggioranza degli italiani.

Pare che da martedì il buon Augusto non sarà più alla guida di quella testata.

Il modo con cui, pare, si giungerà a quella decisione è, seppur doveroso, francamente discutibile; esso rappresenta il più nitido esempio di che cosa significhi partitocrazia.

"Se la Rai fosse stata un’azienda privata (come vorrebbe un referendum del 1995, vinto dagli elettori), magari concessionaria del servizio pubblico, non si sarebbe dovuti ricorrere a questo sotterfugio giuridico per rimpiazzare un direttore: questo sarebbe stato cambiato molto prima per risultati scadenti o, meglio ancora, la scelta, fin dal principio, sarebbe stata differente"

In questo articolo sul sito dell'Aduc spiego il perché di queste parole.

Buona lettura.

venerdì 9 dicembre 2011

Non vuole un nipote albanese. L’aborto nazionalista


L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto delle donne. Alle volte o almeno una volta sembra che sia dovere dei genitori imporlo.

Così accade che, lo si legge sul sito dell’Aduc che riprende la notizia dal quotidiano Repubblica, in Provincia di Trento una ragazzina di 16 anni resta incinta e vuole tenere il bambino. Solo che i genitori non vogliono e chiedono al Tribunale dei minori che sia costretta ad abortire. Tra i motivi, per quanto si legge, la nazionalità del padre. Un diciottenne albanese con una serie di piccoli precedenti penali. Accade così che il padre della ragazza chieda al giudice di ordinare alla figlia di abortire o comunque che il nascituro non porti il nome del padre. Non vuole che il giovane albanese squattrinato e squinternato riconosca quel bambino.